lunedì 13 luglio 2009

Io facile profeta

A riguardo delle ultime soap opera di questa maggioranza, qui di seguito, ho voluto pubblicare il commento del nostro responsabile territoriale Roberto Mori. Dichiarazioni semplici, chiare e attuali come sempre.




Mai come ultimamente giungono attuali e profetiche le mie lettere. Lettere che, allora, non suscitarono il giusto clamore ma che oggi, risultano essere di particolare attualità. Suonai il campanello d'allarme, all'interno di una maggioranza priva di menti e personalità che potessero limitare l'uomo che, impregnato solamente del proprio io, era ed è l'artefice di tanto malumore sociale. Se i molti, dell'allora DS e Margherita, avessero voluto o potuto ascoltarmi, oggi, il centro sinistra nervianese non si troverebbe in questa ridicola ed imbarazzante situazione politica. L'immobilismo di una maggioranza che, attraverso il primo cittadino ed il capogruppo, si limitano solo a fare delle riflessioni incapaci di affrontare, risolvendo, le piccole e banali situazioni gestionali di un Comune, deludendo le aspettative dei molti cittadini nervianesi. A testimonianza di ciò che andavo profetizzando prendo come esempio la Kafkiana viabilità di Garbatola che vede oramai da molto tempo consolidarsi un pericoloso contrasto sociale tra cittadini e amministrazione. Oggigiorno quel che rimane della maggioranza, che assomiglia sempre più ai personaggi del notissimo film di Mario Monicelli del 1965, annaspa sempre più in una palude da loro stessi creata grazie alla loro manifesta incapacità politica intrisa di arroganza. Nonostante sia stata oramai decimata da sistematici e periodici abbandoni o allontanamenti forzati dei suoi componenti, non accenna minimamente ad un autoesame per correggere quanto di sbagliato vi è all'interno della loro coalizione. Costoro non si rendono conto del danno che continuano a procurare all'elettorato nervianese che vede scemare le legittime aspettative di progresso comunitario ferme oramai dal tempo del, rimpianto, commissariamento. Per utilizzare una forte espressione sportiva, Nerviano ed i nervianesi hanno subito un duro colpo da KO non riuscendo più a risollevarsi. Le responsabilità sono tante e di molti. Anche coloro che oggigiorno abbandonano spontaneamente questa maggioranza, sono anch’essi intrisi degli stessi errori. Per chi ancora ha un briciolo di amor proprio le dimissioni sono un atto dovuto e scontato, per questo porgo a loro un complimento per aver avuto, perlomeno, il coraggio di dissociarsi, seppur in ritardo, da tanta vergogna. Avrebbero potuto limitare, insieme a Italia dei Valori, il censurabile comportamento politico del primo cittadino, avrebbero potuto farlo dallo stesso giorno d'insediamento. Quello che oggigiorno è noto a tutti era del tutto prevedibile e profetizzabile sin dall'ora. Nella mia missiva del 27/01/2007, denunciai i vizzi di una maggioranza e dei troppi componenti che ne facevano parte, arroganti politicamente ed incapaci di ben gestire la cosa pubblica, ma l'allora Consigliere Carugo e Assessore Petrosino erano ben allineati e coperti. Per quale motivo, quando Italia dei Valori denunciava l'inizio delle malefatte, non scesero in campo al nostro fianco e perché? Domande lecite che non avranno mai una risposta se non attraverso la lettura della storia della politica italiana, fatta di tanti eroi, a guerra ultimata e di piccoli e grandi DeGregorio. Ricordate il Sig. Piscitelli, si proprio colui che fu eletto grazie ai voti e la candidatura tra le fila dell' Italia dei Valori Si proprio colui che nei momenti di dura e cruda verità politica abbandono spontaneamente e volutamente l'elettorato di Italia dei Valori per approdare a lidi più sicuri e garantisti per la sua pozione istituzionale, definendo l'operazione come "UN'INSIEME DI LOGICA DI TECNICA E COERENZA". Parole che pronunciate da questo pseudo statista della poltrona, possono solo far venire un acuto mal di pancia. Oggi, grazie alla sua affezione al primo cittadino, come lui ha sempre riconosciuto pubblicamente, continua ad occupare la sua carica tra non pochi critiche gestionali e gravi scivoloni politici; facile oggi essere un profeta, bisognava ascoltare e condividere, allora, le mie scomode ma profetiche verità e qualcuno non piangerebbe, ora, sul latte versato.